NON C’È NIENTE DA FARE

October 3, 2019

 

Quando nasci e cresci su un’isola, sviluppi inevitabilmente un rapporto speciale con gli elementi naturali e prendi coscienza di non avere alcun potere su di essi.

Se poi quell’isola è la Sicilia, ti rendi conto di ritrovarti in un’oasi meravigliosa ricca di storia, arte e cultura grazie alle numerose dominazioni che questa terra ha subito nei secoli.

La forzata convivenza di questi popoli diversi nell’arco del tempo ha forgiato sugli isolani uno dei sentimenti più vividi che ogni siciliano conosce molto bene: la rassegnazione. L’ineluttabile accettazione di una volontà dell’altro che non condividiamo.

Parliamo di un’emozione molto forte e difficile da digerire.

Ecco perché il siciliano ha elaborato un gesto teatrale, per suggerire a qualcuno di rassegnarsi su qualcosa.

In questo modo il corpo può sostituire ciò che verbalmente verrebbe tradotto con “Ti po stujari u mussu” (letteralmente, puoi asciugarti la bocca) e quindi preparati all’elaborazione del “lutto” o della perdita.

Tecnicamente il gesto si esprime con le quattro dita della mano (escluso il pollice) che, trasformandosi in morbide setole di un pennello, vengono passate sulle labbra avanti e indietro un paio di volte come se dovessimo dipingere sulla bocca l’arrendevolezza.

In questo modo, chi riceve questa drammatica informazione, deve prendere atto che non vi saranno mai più possibilità in quel campo, che le speranze sono finite in quella relazione oppure che nient’altro di nuovo potrà accadere e che quindi quel progetto si fermerà lì. Nella sua accezione positiva, il gesto può essere utilizzato anche per dire che a seguito del dono o del regalo appena ricevuto, si avvisa l’altro che non deve aspettarsi altro, ed è esattamente il gesto che sto facendo io in questo momento pensando a voi.

 

 

THERE IS NOTHING TO DO

When you are born and grow up on an island like Sicily, you realize to be in a wonderful oasis, rich in history, art and culture thanks to the foreign rules experienced over the centuries.

The unavoidable coexistence of different people has accustomed the islanders to the inevitable acceptance of the other’s will.

That is why the Sicilians have been developing a theatrical gesture to suggest someone resigning himself to something.

“Ti po stujari u mussu” ( you can wipe your mouth).

The gesture is perfomed with four fingers of our hand - except fort the thumb – that, like the soft bristles of a brush, are run over our lips back and forth a couple of times as if we had to paint the surrender on our mouth.

Therefore, those who receive this dramatic information must acknowledge that he will never have any more possibilities, or that all his hopes have ended.

 

 

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