SAPERLA LUNGA

November 3, 2019

 

FACCI TAGGHIATA

La comunicazione non verbale dei siciliani è un codice linguistico molto complesso che usa i segni secondo specifiche regole che costituiscono una vera e propria grammatica. Esistono quindi gesti che corrispondono esattamente agli aggettivi qualificativi e determinativi. Quando ci si vuole riferire ad una persona particolarmente scaltra e intelligente ma non si ha voglia di proferir parola, sarà sufficiente utilizzare il pollice come se fosse la punta di un coltello per tagliare trasversalmente una guancia dall'alto verso il basso mentre le altre dita sono chiuse a pugno. Un colpo secco che solitamente viene accompagnato dall'inarcamento di uno dei sopraccigli mentre gli occhi si dilatano per esprimere ancora più chiaramente che stiamo parlando proprio di una "Facci tagghiata" e cioè di un dritto che la sa lunga, che se la sa cavare in ogni situazione e ha letteralmente la faccia segnata dalle esperienze della vita.

Spesso questo gesto viene utilizzato come un complimento per descrivere i bambini quando sono ancora piccoli ma particolarmente svegli e vivaci oppure come avvertimento protettivo rivolto a un nostro conoscente che deve incontrare una persona molto furba e che quindi potrebbe trovarsi in pericolo.

Da non confondere però con il detto "Ti tagghiu ‘a facci" che è invece una minaccia rivolta all'altro di tagliare la sua faccia e quindi di fargli sparire il sorriso per sempre. E neanche con "Tagliatina di faccia" che si riferisce a un'offesa assai grave e irreparabile ricevuta. È interessante notare come i detti e i segni siciliani hanno frequentemente come protagonista il nostro viso, una parte del corpo fondamentale per la ricca gestualità di questo popolo.

 

 

 

TO KNOW WHAT’S WHAT

Sicilian non-verbal communication is a very complex linguistic code and uses signs according to precise rules that make up a real grammar. There are gestures that coincide exactly with descriptive and definitive adjectives.

When you want to refer to a particularly cunning person without uttering a word, it is enough to use your thumb as it was the point of a knife to cross your cheek from the top downwards, with the other fingers in a clenched fist.

A quick gesture, raising one of your eyebrows at the same time, to express that we are talking of somebody who knows what’s what, who can manage in every situation and literally has the face marked ( Faccia tagghiata) by his experiences.

It is interesting to notice how Sicilian sayings and signs frequently have the face as their main character, an essential part of the body for our rich gestural expressiveness.

 

 

 

 

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